Il patrimonio naturalistico di Roma

Roma possiede un patrimonio naturalistico tra i più vasti d’Europa. Quattordici parchi naturali, ampi spazi di biodiversità e campagna all’interno della città; le sue ville: Villa Doria Pamphili, la più grande di Roma, Villa Ada, Villa Borghese. Una estensione e varietà del verde che rappresenta il 67% del territorio comunale ovvero 85mila ettari sui 129 mila totali.
Ci sono poi i Parchi e le Riserve Naturali sparse tra la periferia fino ad arrivare a ridosso del centro. Tra le 18 aree protette, ci sono la Riserva di Castel Fusano, dell'Insugherata, della Marcigliana, il Parco di Vejo ed ancora il Parco del Pineto, la Valle dei Casali, la Tenuta dei Massimi e la Riserva di Monte Mario. Roma è anche il più grande comune agricolo d'Europa con i suoi 50 mila ettari coltivati.

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Perché la natura ci fa star bene


La recente ricerca scientifica1 ha messo sempre di più in evidenza il ruolo della natura nella vita dell’uomo come fonte di benessere fisico e psicologico. La gamma di benefici derivanti dall’interazione con la natura può essere suddivisa in tre aree: benessere psicologico, benessere cognitivo e benessere fisiologico. Dal punto di vista psicologico, sono stati registrati effetti positivi nei processi mentali, come aumento dell’autostima, stabilizzazione dell’umore, riduzione del senso di frustrazione e dell’ansia. Relativamente all’area cognitiva si evidenzia una diminuzione della fatica mentale, un miglioramento nella performance accademica o scolastica, connesse ad una maggiore capacità di attenzione. Quest’ultimo aspetto è stato riscontrato soprattutto nei bambini con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività). Infine, si sottolineano tangibili vantaggi anche per quanto riguarda la salute fisica dell’individuo: riduzione dello stress, dei livelli di cortisolo e della pressione sanguigna. Si abbassano quindi le probabilità di soffrire di mal di testa o sintomi stress correlati, così come si assottigliano le percentuali di morti per malattie circolatorie e/o cardiovascolari.


In termini di salute, gli outcome evidenziati dalla recente letteratura scientifica sono vari; ma non ci si ferma qui. Infatti, sono stati osservati effetti favorevoli anche dal punto di vista sociale su scala individuale, comunitaria e nazionale, l’uno è conseguenza dell’altro. L’interconnessione con la natura aumenta il supporto e la coesione sociale con una maggior facilità nello stringere legami e un più autentico senso di empowerment di comunità. Conseguentemente, la violenza e i tassi di criminalità si riducono.
Sentirsi connessi alla meraviglia della natura contribuisce alla creazione di una sensazione di interdipendenza tra il sé e gli elementi del Pianeta. Ci si sente parte di un organismo immensamente grande, co-partecipi (e responsabili anche) di una ricchezza non quantificabile.


A livello quotidiano assistiamo alla diffusione di pratiche che ci stimolano a riappropriarci della natura, esperienze che migliorano le nostre coscienze ambientaliste e la consapevolezza di dover optare per un modello di sviluppo e uno stile di vita all’insegna della sostenibilità. Un esempio tra tutti, la diffusione della pratica giapponese dello Shinri-yoku, “Bagno nella foresta”. Immergersi nella natura alla ricerca dei benefici precedentemente descritti costituisce una vera e propria terapia per il corpo e lo spirito2.


Educazione all’aperto e sviluppo del saper essere


Percorsi di educazione non formale e apprendimento esperienziale outdoor per lo sviluppo del saper essere rappresentano oggi grandi opportunità di crescita e di benessere allo sviluppo e apprendimento. Tre sono i messaggi chiave evidenziati da ricerche ed esperienze sul campo:

1) La natura è il contesto ideale in cui i giovani possono coltivare la loro salute psico socio emotiva e il loro benessere, poiché consente loro di muoversi in modo libero e naturale. Ciò favorisce la salute fisica e mentale, favorendo al contempo la relazione e l’interazione sana dell’individuo con gli elementi naturali e il contesto ambientale in cui vive;

2) Le attività avventurose outdoor in gruppo coinvolgono i giovani a livello emotivo, sensoriale, relazionale, fisico e cognitivo. Sono per questo delle pratiche con un approccio olistico che favoriscono l’attivazione di mente e corpo;

3) La natura e i suoi cicli sono lo spazio ideale dove i giovani possono riconnettersi con sé stessi, gli altri e l’ambiente. Tramite di essa possono esperire il momento presente attraverso i sensi3.


Nel 2015 si è costituita la prima Rete italiana di Scuole nel Bosco come attività formativa continuativa per bambine e bambini nella natura. Pedagogisti ed educatori credono che la natura
sia un ambiente particolarmente stimolante per curare tutti i bisogni di crescita fisica, emotiva, psichica e relazionale di bambine e bambini. E’ questo l’approccio proprio dell’Eco-pedagogia.
Lo scorso anno la Regione Lazio ha approvato la Legge n. 7 del 5 agosto 20204 relativa al servizio integrato 0-6 anni che, oltre alle nuove norme per la disciplina del sistema, riconosce l’importanza dei servizi educativi sperimentali in natura, come l’asilo nel bosco o l’agrinido. Uno specifico articolo della legge introduce ufficialmente l’outdoor education (educazione all’aperto), ossia la possibilità per tutti gli asili e le scuole dell’infanzia di poter utilizzare come spazi educativi fattorie, parchi, riserve naturali, agriturismi.


Natura e Servizi integrati per il benessere della persona


L’approccio eco-sociale (Eco-social work), nel lavoro sociale, implica una visione olistica del rapporto uomo-natura, ossia, l’insieme dei mezzi e dei fini per la realizzazione della politica sociale e la pianificazione dei servizi. Un approccio ecologico del lavoro sociale in armonia con uno sviluppo ambientale sostenibile. Nella tradizione anglo-americana, tale approccio ecologico enfatizza l’importanza dell’adozione di una visione olistica e sistemica dei problemi sociali e una relazione reciproca tra le persone e l’ambiente. Il movimento ecologico in Germania ha avviato una riflessione e sperimentato soluzioni pratiche di politica eco-sociale, ossia sostenibilità sociale ed ecologica delle società moderne. Anche in Finlandia il dibattito ecologico riguarda il binomio politiche sociali-lavoro sociale5. Alla luce delle evidenze poste dalla ricerca internazionale sull’Eco social work, diventa necessario ripensare il patrimonio naturalistico anche come spazio di scambio, di educazione, di inclusione e convivenza tra anziani, bambini e disabili. In Italia, il modello può essere rappresentato dalla nascente esperienza del Bosco integrale realizzata a Cento (FE)6.

In modo particolare per le bambine e i bambini con bisogni educativi speciali, occorre mettere a sistema, nei diversi territori della città, percorsi ed esperienze in collaborazione con i Servizi Sociali degli enti territoriali, ASL, associazioni del Terzo settore, la comunità in generale e le famiglie.
È oggi necessario mettere in campo un nuovo modello di Servizi integrati, in interconnessione con la natura, capace di promuovere l’inclusione sociale e il benessere psico-fisico ed emotivo delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi che vivono la città.


Roma città verde del mondo potrebbe diventare il fulcro di un nuovo modello di Sistema integrato di Servizi alla persona, basato sulla valorrizzazione del patrimonio naturalistico e del patrimonio umano, rappresentato nel caso specifico dalla comunità educante. Un insieme di energie ed esperienze positive composto da educatrici ed educatori, maestre e maestri, assistenti sociali e operatori socio-sanitari, associazioni e famiglie, che certamente costituirebbe il valore aggiunto del nuovo modello proposto.

Autori

Mirko Vecchiarelli, Dottore di ricerca in Pedagogia sperimentale, “Sapienza” Università di Roma.
Elisa Mendolia, laureanda in Servizio Sociale e studiosa di Eco Social Work, “Sapienza” Università di Roma.

 

1 Lucy E. Keniger 1,*, Kevin J. Gaston 2, Katherine N. Irvine 3 and Richard A. Fuller (2013), What are the Benefits of Interacting with Nature?, International Journal of Environmental Research and Public Health (https://www.researchgate.net/publication/235880961_What_Are_the_Benefits_of_Interacting_with_Nature).

2 Per approfondimenti in merito alla pratica dello Shinri-yoku: (https://www.bagnonellaforesta.com/).

3 Dr Tuuli Kuosmanen, Dr Katherine Dowling & Professor Margaret Barry (2020), Sommario della pratica corrente: un quadro per la promozione della salute psico socio emotiva e del benessere nel lavoro con i giovani in Europa, in: (http://www.kamaleonte.org/wp-content/uploads/O1_brief_IT_print_compressed.pdf). Per approfondimenti in merito a percorsi outdoor e di apprendimento esperienziale: (http://www.kamaleonte.org/).

4 Legge regionale 5 agosto 2020, n.7: Disposizioni relative al sistema integrato di educazione e istruzione per l'infanzia. Istituzione del Coordinatore Pedagogico e dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali (https://www.pasqualeciacciarelli.it/file/202012/legge-regionale-5-agosto-2020-n7-disposizioni-relative-al-sistema-integrato-di-educazione-e-istruzione-per-linfanzia-istituz.pdf).

5 Matthies A., Narhi K., Ward D. (eds.) (2001), The eco-social approach in social work, Sophi University of Jyvaskyla (https://jyx.jyu.fi/bitstream/handle/123456789/48562/SoPhi58_978-951-39-6497-9.pdf?sequence=1).

6 Per approfondimenti: (https://www.boscointegrale.org/).