Un’impresa amica dell’ambiente è un’impresa che cresce di più! A documentarlo è uno studio condotto dalla Fondazione Symbola e da Cloros intitolato “Certificare per competere”.

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L’indagine ha analizzato il gap tra le imprese in possesso di certificazioni ambientali e quelle sprovviste, evidenziando come le prime riescano a crescere più delle seconde sia in termini di fatturato che di occupazione ed esportazione. Mentre i consumatori, che pure riconoscono l’importanza di questi marchi di qualità “verde”, continuano a fare confusione. Anche per colpa della politica, che non li sostiene e promoziona a sufficienza.

Dall’analisi dei dati si evince che dal 2009 al 2013, le imprese italiane con certificazioni ambientali hanno visto crescere il loro fatturato del 3,5%, mentre quelle senza “bollino di qualità” si sono fermate al +2%.
L’Italia è il terzo Paese per numero di Ecolabel UE.

Ma quanti sono gli italiani che conoscono queste certificazioni e scelgono i prodotti o di alloggiare in strutture ricettive che le hanno ottenute? Secondo l’indagine commissionata all’Ipsos, non tantissimi. Nello specifico: se è vero che l’80% degli intervistati ha definito questi marchi di qualità ambientale affidabili, è altrettanto vero che solo il 39% ha però saputo indicarne spontaneamente qualcuno. E di questi, solo il 15% ha menzionato certificazioni effettivamente esistenti.